LE CARATTERISTICHE DI COMPOSIZIONE DI UN’ACQUA MINERALE NATURALE


Il parametro che maggiormente contraddistingue un’acqua minerale da un’altra? l’indicatore della presenza totale di sali minerali, ovvero il Residuo Fisso (RF).

Il Residuo Fisso e' cio' che resta di un campione d’acqua dopo avvenuta evaporazione a 180°C; questo valore e' stato scelto perche' a tale temperatura vengono persi anche l’acqua di cristallizzazione di alcuni elementi ed i gas.

 

Tale parametro e' pertanto in grado di fornire un’indicazione sul contenuto globale di sali, senza entrare nello specifico dei singoli costituenti e per questo chiamato anche criterio quantitativo.

La prima classificazione delle acque minerali e' stata quella fornita da Marotta e Sica (1933) la quale ancor oggi rappresenta un riferimento valido, soprattutto in ambito scientifico.

 

Attualmente il riferimento normativo in merito e' rappresentato dal D.Lgs. n°105 del 25 Gennaio 1992, il quale distingue le acque in:

 

Minimamente mineralizzate RF < 50 mg/l
Oligominerali 50 mg/l < RF < 500 mg/l
Minerali 500 mg/l < RF < 1500 mg/l
Ricche di minerali 1500 mg/l < RF

 

Ogni acqua e' tuttavia caratterizzata dalla presenza specifica di uno o piu' elementi, anche se tale aspetto e' piu' facilmente riscontrabile nelle acque ricche di minerali. Oltre alla classificazione quantitativa che si basa sul contenuto salino complessivo, la presenza spiccata di alcuni ioni permette di distinguere le acque minerali secondo un criterio qualitativo.
Il D.Lgs. n°105 del 25 Gennaio 1992 distingue le acque in:

 

TIPO DI ACQUA SOSTANZA CARATTERIZZANTE CONCENTRAZIONE (mg/l)
Bicarbonata Bicarbonato > 600
Solfata Solfati > 200
Clorurata Cloruro > 200
Calcica Calcio > 150
Magnesiaca Magnesio > 50
Fluorata Fluoro > 1
Ferruginosa Ferro bivalente > 1
Sodica Sodio > 200
Iposodica Sodio < 20
Acidula o effervescente naturale Anidride carbonica libera > 250

 

Dalla tabella appare evidente che in un’acqua minerale naturale sono ammesse sostanze in concentrazione vietata alle acque di rete; questo fatto tuttavia non deve destare stupore in quanto tale discrepanza e' riferita non tanto alle sostanze tossiche ed indesiderabili, per le quali la normativa per le acque minerali appare piu’ restrittiva, bensi' alle sostanze cosiddette caratterizzanti, come quelle riportate appunto in tabella.

 

E' evidente che un’acqua condottata non deve essere molto ricca di ferro, solfati, bicarbonati, cloruri e altre sostanze le quali, a seconda della loro presenza, possono impartire caratteristiche incrostanti o corrosive, piuttosto che particolari retrogusti e colorazioni anomali.

 

Il problema, nello specifico, e' quindi piu’ di natura tecnologica che non igienico-sanitaria.