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E’ appurato che ogni elemento svolge nell’organismo umano una particolare azione, tanto piu’ significativa quanto maggiore è la concentrazione dell’elemento stesso nell’alimento.
Di seguito vengono riportatati alcuni effetti associati al consumo di particolari acque minerali. |
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| Le acque bicarbonate favoriscono la digestione, accelerando lo svuotamento gastrico se bevute durante i pasti e tamponando l’acidità gastrica se assunte a digiuno. Hanno una buona azione diuretica (correlata ai valori del residuo fisso) e sono particolarmente indicate per chi pratica attività sportive, in quanto bicarbonato e calcio sono in grado di neutralizzare le scorie del metabolismo muscolare (acido lattico). Altri effetti positivi si hanno nei casi di disturbi epatobiliari, nelle forme di cistite cronica e in campo pediatrico vengono utilizzate per prevenire le dispepsie gastriche (vomito abituale del lattante) e come integratore alimentare. |
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| Le acque solfate esercitano un effetto rilassante sulla muscolatura biliare per cui sono particolarmente indicate nella cura dei disturbi epatobiliari. Possono avere un effetto lassativo, soprattutto se associate ad elevate concentrazioni di magnesio e quindi essere di aiuto in alcuni casi di colite spastica. |
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| Le acque clorurate (in particolare le cloruro sodiche) esercitano un’azione equilibratrice sull’intestino, le vie biliari e il fegato. Le acque che contengono anche quantità significative di solfato di sodio (acque salse o salso solfate) possono svolgere azione lassativa, anche se, in genere, a seguito di un trattamento prolungato. |
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| Le acque calciche agiscono positivamente a livello dello stomaco e del fegato. Sono particolarmente indicate per chi non beve latte e non mangia latticini (in genere a causa di allergie), per le donne incinte o in menopausa (per l’osteoporosi), durante la crescita e nella prevenzione dell’ipertensione. Si trovano soprattutto le bicarbonato-calciche. |
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| Le acque magnesiache svolgono in prevalenza un’azione purgativa ma trovano applicazione anche nella prevenzione dell’arteriosclerosi poiché inducono una sensibile dilatazione delle arterie (come quelle ricche di litio e potassio). In condizioni di stress la concentrazione di questo minerale nel sangue può diminuire causando crampi gastrici, ansia, cefalea, affaticabilità, vertigini e dispnea. |
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| Le acque fluorurate sono ideali per rinforzare la struttura dei denti e per la prevenzione delle carie, tuttavia se ne sconsiglia l’uso continuativo¹, in quanto un eccesso di questo minerale può provocare un accumulo dello stesso nei denti e nello scheletro. Il consumo di acque fluorurate è indicato per le donne in gravidanza, poiché la prima impronta del dente si forma già nel feto, e nella cura dell’osteoporosi perché stabilizzano ed aumentano la cristallinità dei minerali dell’osso. |
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| Le acque ferruginose sono considerate come un integratore nei casi di anemia dovuta a carenza di ferro, mentre ne viene sconsigliato il consumo a chi soffre di gastroduodenite. |
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| Le acque sodiche hanno una funzione biologica importante in quanto il sodio influenza positivamente l’attività neuromuscolare, ma sono controindicate per chi soffre di ipertensione. |
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| Le acque con tenore di sodio inferiore a 20 mg/l (iposodiche) sono invece suggerite a chi deve seguire una dieta a ridotto contenuto di sale. In ogni caso va tenuto presente che il sodio apportato dalle acque minerali è, in genere, molto inferiore a quello fornito dagli alimenti e che la maggior parte delle acque è caratterizzata da valori molo bassi di questo minerale. |
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| L’utilizzo di acque minerali non si limita alla sola classica bevuta, esiste un utilizzo molto più vasto e complesso, qui a seguire uno schema sintetico per un approccio sistematico. Acque minerali Naturali, non solo da bere |
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| ¹ Il Decreto del Ministero della salute dell’11/09/2003 dispone che le acque minerali naturali nelle quali la concentrazione di fluoro sia superiore a 1,5 mg/l, debbano portare indicazione in etichetta “contiene più di 1,5 mg/l di fluoro: non è opportuno il consumo regolare da parte dei lattanti e dei bambini di età inferiore a sette anni”. |